Questo ficus benjamina non è solo un bonsai. È l’inizio di un percorso. È la prima pianta della collezione di Riccardo Valle, quella da cui è nato un modo completamente nuovo di vedere gli alberi, il tempo e la cura. Siamo nel 2013. La pianta viene trovata in condizioni tutt’altro che ideali. Abbandonata in casa, senza luce, costantemente zuppa d’acqua. Di quelle situazioni in cui, se vogliamo essere sinceri, non scommetteresti un euro sulla sua ripresa. Non era nemmeno stabile, né esteticamente interessante. Era semplicemente una pianta che resisteva. Eppure da lì è partito tutto. La prima cosa che cambia è semplice ma decisiva. Luce. tantissima luce. Poi arriva la gestione dell’acqua, finalmente controllata e ragionata. Non più eccessi, ma equilibrio. Il ficus reagisce. E lo fa come sanno fare i ficus. Spinge forte. Cresce. Produce rami ovunque e inizia a costruire quella struttura che oggi lo rende così pieno e lussureggiante. Il primo vero passaggio chiave arriva con il rinvaso in vaso tondo in grès. È lì che la pianta smette di essere “recuperata” e inizia a diventare un bonsai. E da quel momento non si è più fermata. Negli anni, questo ficus Benjamin ha fatto quello che fanno gli alberi quando stanno bene. Ha lavorato e ha costruito una ramificazione fitta, naturale, quasi evocativa. Oggi la gestione è il risultato di anni di osservazione, errori e correzioni. In inverno il ficus vive dentro casa, sempre davanti alle finestre più luminose. La temperatura può variare molto, anche tra i 18 e i 38 gradi nelle giornate più soleggiate. Una condizione tutt’altro che ideale sulla carta, ma che è stata gestita con intelligenza. La soluzione è semplice ma efficace. Annaffiature abbondanti e sottovasi riempiti di pomice. Questo crea un microclima più umido attorno alla pianta e aiuta a mitigare il calore eccessivo. In estate cambia tutto. La pianta esce per prendere sole e aria. Rimane fuori fino a settembre, quando poi rientra gradualmente in casa non appena le temperature iniziano a scendere sotto i 15 gradi. Anche la nutrizione segue questa logica. Durante la stagione vegetativa viene utilizzato Prodigy, spingendo la crescita e la risposta della pianta. In inverno si passa a Basacote, più gestibile in ambiente interno perché e vita sgradevoli problemi legati agli odori.
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