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Storia della pianta

L’evoluzione del pino mugo giallo

Dal 2018 Curata da Riccardo Valle
L’evoluzione del pino mugo giallo — Prima
Prima
L’evoluzione del pino mugo giallo — Dopo
Dopo

Non tutti gli alberi colpiscono subito. Questo pino mugo giallo, acquistato l’11 marzo 2018 in vivaio per poche decine di euro, era una di quelle piante che non si impongono a prima vista. Compatto, pieno, senza una struttura definita. Un materiale semplice, ma con un potenziale tutto da costruire. Il primo passaggio importante arriva nel 2019, con il rinvaso in una cassetta di legno realizzata su misura. Il substrato, composto da pomice e akadama con una forte prevalenza di akadama, aveva un obiettivo preciso sviluppare un apparato radicale fine e funzionale, base indispensabile per qualsiasi evoluzione futura. Negli anni successivi, la pianta viene coltivata con attenzione, lasciando spazio al tempo e alla crescita. È una fase spesso invisibile, ma fondamentale. Senza questa costruzione silenziosa, nessun intervento tecnico avrebbe avuto senso. Nel marzo 2024, il pino viene trasferito in un vaso di plastica. In questa fase il substrato viene modificato in modo deciso, utilizzando pura pomice con una piccola percentuale di zeolite, con l’obiettivo di massimizzare la vigoria e preparare l’albero a una lavorazione importante. Una scelta mirata, funzionale a spingere la pianta al massimo delle sue capacità. Ed è nel marzo 2026 che avviene il passaggio più importante. Durante il corso intensive presso Italian Bonsai Dream International Bonsai School di Mauro Stemberger, l’albero viene completamente ripensato. La parte centrale, che fino a quel momento rappresentava la struttura principale, non viene semplicemente eliminata, ma trasformata in un jin di grandi dimensioni. Un elemento forte, dominante, che cambia completamente la lettura della pianta. Non è più una correzione tecnica. Diventa una storia. Quel legno secco racconta di un albero colpito dai fulmini, spezzato, quasi distrutto. E i due rami sottostanti, rimasti vivi, diventano la risposta della pianta nel tempo. Sono loro che ricostruiscono, che riprendono spazio, che danno continuità. Il nuovo bonsai nasce da lì. Il lavoro viene eseguito da Riccardo Valle, associato del club Kuma No En, insieme a Luca De Rosa, anche lui associato, in un confronto diretto guidato da esperienza e visione. Ogni scelta nasce dall’osservazione della pianta e dalla volontà di darle una direzione più forte e coerente. La legatura e l’impostazione definiscono una nuova struttura. I rami vengono guidati con decisione, creando movimento, profondità e tensione. Il secco domina, il vivo risponde. Oggi questo pino mugo giallo non è solo un’evoluzione. È un cambio di lettura. Da pianta compatta e senza direzione, a composizione che racconta resistenza, tempo e trasformazione. E questa volta, la differenza, si vede tutta.

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Evoluzione nel tempo

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