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Storia della pianta

Evoluzione di un pino silvestre yamadori

Dal 2018 Curata da Riccardo Valle
Evoluzione di un pino silvestre yamadori — Prima
Prima
Evoluzione di un pino silvestre yamadori — Dopo
Dopo

Nel 2018, ad Arco di Trento, Riccardo Valle acquista questo pino silvestre yamadori per 220 euro, dopo una trattativa lunga e piuttosto tirata che si conclude con l’aggiunta di un piccolo acero palmatum. L’albero era stato raccolto da poco sulle montagne triestine ed era ancora in una fase iniziale di coltivazione, sistemato in un vaso di plastica e con un apparato radicale non ancora completamente stabilizzato. Una volta portato a casa, la scelta è stata quella di non intervenire subito. Per diversi anni il pino è stato lasciato crescere liberamente con l’obiettivo di accumulare energia, rafforzare la struttura e costruire un materiale che potesse essere lavorato con criterio in un secondo momento. Questa fase, spesso trascurata, è fondamentale per gli yamadori perché determina la qualità del lavoro che si potrà fare in seguito. Il primo intervento strutturale importante arriva nel febbraio 2022 durante un workshop con Mauro Stemberger. In quell’occasione viene modificata l’inclinazione del tronco e impostata tutta la struttura primaria attraverso una filatura completa in rame. Questo passaggio cambia completamente la lettura dell’albero e definisce una direzione chiara per lo sviluppo futuro. Nel marzo dello stesso anno viene eseguito il rinvaso in pura pomice, scelta tecnica mirata a garantire drenaggio e ossigenazione radicale ottimali, condizioni indispensabili per una conifera di questo tipo. Durante questo intervento, però, l’albero non viene posizionato con l’inclinazione definitiva corretta rispetto al lavoro fatto sulla struttura. Per questo motivo è previsto un nuovo rinvaso nel marzo 2026, con l’obiettivo di correggere definitivamente la posizione e allineare vaso, inclinazione e struttura in modo coerente. Parallelamente al lavoro sulla ramificazione, Riccardo è intervenuto anche sul legno secco, realizzando jin e shari per rafforzare il carattere dell’albero. Questi interventi non sono stati pensati come elementi decorativi, ma come parte integrante del progetto, in linea con l’origine del pino e con le condizioni tipiche degli ambienti montani in cui è cresciuto. Oggi questo pino silvestre rappresenta un materiale in evoluzione, costruito nel tempo senza forzature, attraverso scelte tecniche precise e una gestione coerente. Non è un albero finito, ma un progetto in sviluppo che riflette perfettamente l’approccio di Kuma No En, dove il bonsai non viene accelerato, ma accompagnato nel tempo per arrivare a un risultato solido e credibile.

Archivio

Evoluzione nel tempo

Evoluzione 1
Evoluzione 2
Evoluzione 3
Evoluzione 4
Evoluzione 5
Evoluzione 6